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Numeri e strategie della ripresa 2020 del settore turistico e Horeca

Tutti sapevamo che la ripresa sarebbe stata durissima, soprattutto per le aziende dell’Horeca: hotel, alberghi, bar, ristoranti.

La mancanza di turismo dall’estero (incoming) a cui il nostro paese è fortemente legato unito alla mancanza di eventi aziendali fisici (rimpiazzati tutti da videoconferenze, videocall, ecc), sta mettendo in ginocchio soprattutto le imprese dell’Horeca nelle città (-46%).

Un po’ meglio invece stanno performando le imprese affacciate sul mare o immerse nella natura alpina, collinare o lacustre, dove l’attrattiva diventa l’ambiente naturalistico, l’escursionismo, la balneazione e altre attività ludiche.

 

Turismo di prossimità

E’ soprattutto il turismo di prossimità che in questi primi mesi dell’estate 2020, 9 su 10 vacanzieri del weekend, sta dando maggiore lavoro alle imprese dell’indotto turistico: bar, ristoranti, alberghi, ecc.

Anche gli spostamenti si sono ridotti moltissimo, portando a preferire località vicine alla propria residenza (entro i 50-100 km), con uscite concentrate nel weekend.

Dal punto di vista dei consumi chi sta andando meglio di tutti sono le attività diurne; il formato più erogato dalle spiagge ai rifugi, fino agli hotel è il take away da consumare dove si vuole, purché si rispettino le regole di igiene e di distanziamento sociale.

Dal punto di vista demografico la prevalenza di clientela è nella fascia under 40: famiglie con figli, giovani coppie con figlie, giovani coppie senza figli, gruppi di amici.

Sono questi ultimi che formano il Cluster che in questo momento sta garantendo lavoro e ricavi al mondo Horeca.

Chi non ha ancora pensato a soluzioni per loro o non sa comunicare a questo segmento di pubblico, rischia seriamente di essere spazzato via dalla concorrenza, se non pensa ad una conversione al più presto della propria offerta di prodotti o servizi.

Prodotto Millenial oriented

Molti si saranno più o meno accorti che la media di età dei consumatori si è notevolmente abbassata: i giovani under 40 hanno meno paura del contagio (nel bene e nel male), sono quindi molto più interessati a riprendere la vita relazionale di prima (lasciata prima del Covid.19), quindi rappresentano il target principale su cui attualmente le aziende si trovano a dover “attrarre”.

Questo target è molto diverso da quello abituale per molte attività e questo sta creando non pochi problemi nel “reinventare” o “ricondizionare” la propria offerta di prodotti. Conversione: questa è la parola giusta!

Infatti mancando infatti i turisti stranieri e avendo ancora pochi clienti tra gli over 40, che rappresentano mediamente un pubblico alto spendente, ossia quello con maggior capacità di spesa, ci si deve interrogare su un pubblico nuovo: i Millenials.

  • Che cosa vogliono i Millenial?
  • Come scelgono?
  • Che cosa consumano?
  • Come si informano e come comunicano?

Questi temi sono senza dubbio quelli più importanti per le imprese. Marketing 4 PMI risponde a queste domande presentando meglio i Millenials.

  • sono la generazione di nati dal 1980 al 1998;
  • mediamente hanno lavori precari, oppure freelance, o ancora hanno intrapreso una carriera ma il reddito risulta ancora medio-basso per la popolazione media in oggetto;
  • sono nativi digitali, ovverosia sono la generazione che più di tutte conosce a fondo internet, i social e le nuove tecnologie digitali, che fanno parte della loro vita ormai da una ventina di anni;
  • ricercano esperienze di community, quindi sono più attenti di chiunque alle recensioni e alle informazioni online;
  • conta moltissimo l’immagine, anche se il concetto di status è relativo rispetto alle generazioni precedenti; infatti è il concetto di community o di clan che diventa cruciale (lo dimostrano gli influencer: non conta cosa compri, ma chi lo fa e come lo fa.. quindi qualsiasi cosa può diventare virale e voluta, se la community la approva);
  • hanno standard di scelta molto particolari: scelgono in base alle loro tasche si, ma anche in base a come si presenta un prodotto, a cosa tale prodotto suscita (valori) e soprattutto hanno una certa attenzione al consumo etico (assai spiccato nel pubblico femminile);
  • c’è una forte tendenza all’ottimismo verso il futuro, all’ambizione, alla tolleranza (etnica e sessuale),
  • caratterizzano inoltre i Millenials l’intraprendenza, la competitività, la testardaggine ma anche un grande narcisismo (aumentato dai social Facebook, Youtube ed Instagram);
  • fortemente motivati (o dipendenti?) dalla gamification: rendere tutto un gioco a stage o a livelli è un tratto caratteristico perché sono molto recettivi alle sfide;
  • forte dipendenza da social network, approvazione, “self-brand identity”: costruiscono la propria immagine come un brand e cercano di renderla più apprezzabile possibile dagli altri, dipendendo dall’engagement: dai Like – approvazione sociale – o dalle visualizzazione.

Conversione del prodotto

Per convertire un prodotto è necessario analizzare la propria clientela, prima di tutto, conoscerla a fondo, capire i bisogni, i dubbi e le paure.

Le regole di distanziamento sociale, imposte a seguito della pandemia di Coronavirus che ha interessato tutto il mondo, non di certo aiutano le imprese a creare strategie semplicistiche o basate sul prezzo:

  • divieto di assembramento,
  • divieto di offrire buffet,
  • distanziamento tra le persone
  • obblighi di rispetto dei protocolli di ingresso, consumo, igienizzazione..

L’errore più comune è quello di adottare la “strategia dello struzzo”: mettere la testa sotto la sabbia e sperare che tutto passi senza rimanerne travolti.

Al contrario la cosa migliore possibile è proprio quella di mettere in pratica, anche con l’ausilio delle nuove tecnologie di business intelligence che aiutano a conoscere il proprio pubblico target, per una corretta conversione della propria attività o del proprio prodotto:

  • non stravolgere la tua offerta: crea piuttosto una linea specifica adatta a questo target (Millenials);
  • omnichannel e multichannel: trova il modo di essere presente online con la stessa qualità e immagine dell’offline (tuo negozio o attività reale);
  • sfrutta la comunicazione attraverso Google Ads, Facebook, Instagram e Whatsapp business;
  • crea engagement: coinvolgi questo pubblico con azioni che portino a sfidare, competere e acquisire uno status social apprezzabile;
  • bada alla forma (immagine) ma anche alla sostanza (contenuti): non dimenticare che le recensioni sono uno strumento potentissimo in mano ai clienti.

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