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La tua attività è ferma per il lockdown? Il Food Delivery è un’opportunità

La tua attività è ferma per il #lockdown e hai un automezzo aziendale? Perché non proponi il Food Delivery?

Lo sapevi che per esercitare questa attività di “consegna del cibo a domicilio”, nel caso venga praticata durante l’emergenza sanitaria Sars-Cov2 (#coronavirus o #covid19), non deve essere variata la tua visura camerale?

Penso a tutti quegli artigiani, radio taxi, piccoli commercianti che non possono esercitare perché le loro imprese non hanno il codice Ateco rientrante nella tabella del Decreto Ministeriale.

Ti dirò di più: se tu hai regolari DPI (dispositivi di protezione individuale), possiedi uno o più automezzi, o addirittura vuoi offrire lavoro ai tuoi collaboratori, puoi elargire un servizio di consegna a domicilio per ristoranti, bar, gelaterie, pasticcerie, negozi di retail e ortofrutta, o di vestiti da bambini, ma anche per farmacie, superette e supermercati.

E fino a un massimo di 5.000€ di corrispettivo, si possono assumere incarichi di collaborazione occasionale versando solo il 20% a titolo di ritenuta di acconto.

Inoltre le imposte sono prorogate, mentre questo tipo di attività può essere regolato a pronti o comunque a conclusione di un incarico (giornaliero, settimanale, mensile). Consiglio di stipulare un incarico, seppur semplice, che tuteli ambo le parti soprattutto per le casistiche di errata consegna, gestione degli incassi e manipolazione della merce con adeguati DPI.

Ricorda però di presentare al Prefetto di competenza l’autodenuncia dove si richiede la prosecuzione di una attività o di svolgere attività tra quelle ritenute fondamentali; vale il tacito assenso perciò puoi lavorare fino a prova contraria (una loro risposta negativa di stop).

Insomma: non lasciamoci travolgere dagli eventi, che per quanto drammatici, rischiano di portarci via la speranza e la creatività. Non sarà la soluzione di tutti i mali, ma 0 x 0 fa sempre 0. E a star fermi…

Non limitiamo le opportunità esistenti di business. Ma soprattutto tiriamo fuori tutto il nostro estro creativo, il nostro talento e spirito di iniziativa.

 

UNA PRECISAZIONE IMPORTANTE ED UTILE ALLE IMPRESE

Tema: Vendita con consegna a domicilio.

Il Governo ha chiarito nelle proprie FAQ che anche gli esercenti, la cui attività è sospesa perché non ricompresa tra quelle di “vendita al dettaglio di generi ammessi”, possono effettuare la consegna a domicilio dei prodotti venduti a distanza.

Dunque nelle forme del commercio a distanza (via internet o per telefono), a cui l’ecommerce e le app appartengono, in particolare perchè ciò venga permesso, non hanno bisogno di presentare una nuova SCIA.

Questo perché l’attività è ricompresa in quella già consentita per l’esercizio fisico (vedasi modulistica standard di cui all’Accordo in Conferenza delle Regioni del 4.5.2017).

Occorre però aggiungere al codice Ateco registrato presso la Camera di commercio quello relativo alla vendita a distanza.

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