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E se usassimo l’Ai, i big data e la digitalizzazione per combattere Covid19?

Se si “obbligasse” una popolazione per legge ad utilizzare un’applicazione (approvata e amministrata dallo Stato) da scaricare sui propri dispositivi che raccolga lo stato di salute giornaliero e tracci gli spostamenti di ciascun soggetto-cittadino (o al più un portale di stato come già avviene per la fatturazione elettronica dove inserire dati).

Dotarsi di un dispositivo per misurare la temperatura corporea Bluetooth che colleghi e trasmetta i dati al dispositivo (rimborsabile nel 730 a credito d’imposta per ogni nucleo famigliare). Obbligo di misurazione giornaliera. I dati trasmessi digitalmente e analizzati in AI.

Tali dati potrebbero essere amministrati esclusivamente da incaricati dallo stato per l’analisi e la loro protezione/archiviazione.

Al variare della temperatura: obbligo di tampone presso dei centri di controllo. Se positivo a Covid19, scatta procedura di osservazione, trattamento sanitario e isolamento. Ma nel contempo scatta anche osservazione dati di tutte le relazioni avute.

Si arriverebbe una mappatura semicompleta della popolazione, trovando la fetta di popolazione che non ha sintomi o autoimmune e si potrebbero proteggere coloro invece che hanno patologie già in atto e sono soggetti sensibili.

Qualcuno potrebbe dire: “siamo già abbastanza controllati, basta il buon senso”.

Si è vero. Ma sarebbe un controllo temporaneo a cui poi viene fatto obbligo di oblio o di rendere i dati anonimi (non riconducibili al soggetto) a fine emergenza.

Un sistema economico non può reggere a lungo se tutto bloccato.

E bisognerà pensare a come ripartire: il virus non passa ne il 3 aprile ne il 15 maggio, non ha data purtroppo.

Per conviverci bisognerà trovare sistemi che garantiscano la protezione ai soggetti maggiormente esposti.

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