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Come si trasforma l’Horeca durante la pandemia Coronavirus?

I professionisti dell’HORECA progettano la ripartenza.

Nel momento più nero per l’Horeca, determinato dal lockdown totale imposto dal Governo, che ha portato a chiudere i loro locali per evitare il contagio da Coronavirus, potenzialmente favorito in luoghi di assembramento, li ha però lasciati temporaneamente senza voce in capitolo.

Se non bastasse questo, non arrivano buone notizie di “quando” riaprire o come il Governo aiuterà a sostenere le centinaia di migliaia di attività di ristorazione, bar, hotelerie, che ne conta quasi 1 ogni 10 abitanti.

A nostro parere in questo triste momento non dobbiamo dimenticarci dei nostri clienti: i modelli a cui ispirarsi non mancano, così come le soluzioni innovative che varrebbe la pena adottare.

1. Il FOOD DELIVERY è una soluzione che permette di rimanere connessi con i propri clienti: consegna a domicilio di menù interi o singoli piatti, cockatail, pasticceria, torte e gelati. Ma anche ortofrutta, carne e formaggi, sia da cuocere che pronti.

2. EVENTI su piattaforme di meeting (come Teams, Zoom, Skype, ecc.) programmati per parlare di ricette e ristorazione per esempio: come scegliere, preparare e consumare cibi e bevande, come accostare i prodotti tra loro, e molto altro.

3. VIDEO ISTITUZIONALI in cui si mostrano le importantissime attività di “prendersi cura” delle camere di alloggi, hotel, ristoranti, bar, ecc. che non si fermano nonostante il lockdown: per esempio mostrare come si effettua la sanificazione, come ci si prepara alla riapertura (tinteggiatura, ricollocazione o ammodernamenti di arredi o luci, ecc.).

La temporanea chiusura dei locali ha un po’ offuscato le attività di bar, pasticcerie, ristoranti, gelaterie, alloggi, gastronomie, ecc.

I trend principali per promuovere le iniziative sono sempre gli HASHTAG: #semprepresenti#chiusimanonfermi#andratuttobene#fooddelivery.

UNA PRECISAZIONE IMPORTANTE ED UTILE ALLE IMPRESE

Tema: Vendita con consegna a domicilio.

Il Governo ha chiarito nelle proprie FAQ che anche gli esercenti, la cui attività è sospesa perché non ricompresa tra quelle di “vendita al dettaglio di generi ammessi”, possono effettuare la consegna a domicilio dei prodotti venduti a distanza.

Dunque nelle forme del commercio a distanza (via internet o per telefono), a cui l’ecommerce e le app appartengono, in particolare perchè ciò venga permesso, non hanno bisogno di presentare una nuova SCIA.

Questo perché l’attività è ricompresa in quella già consentita per l’esercizio fisico (vedasi modulistica standard di cui all’Accordo in Conferenza delle Regioni del 4.5.2017).

Occorre però aggiungere al codice Ateco registrato presso la Camera di commercio quello relativo alla vendita a distanza.

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